sabato 15 agosto 2020   
  Cerca  
 
Registrazione  Login  
Blog  
      

Come usare il blog

Il Blog di Marco Wong è uno spazio aperto per confronto e lo scambio di idee diretto. La vostra collaborazione ed il vostro spirito positivo ne determinano l'utilità e la concretezza e quindi il suo (e vostro) successo.

MarcoWong's Photo

Powered by TechnoratiAdd to Technorati Favorites

   
 Stampa   
 il blog    

Inviato da: Marco Wong
18/08/2007 22.16

 

 

In un mio passato professionale mi sarei dovuto occupare della costituzione e delle prime operazioni di un impianto industriale in Cina, ma il destino volle che passassi poco dopo ad un altro tipo di incarico.

Di quel periodo passato a studiarmi l’ABC della produzione, mi occupai anche di controllo di qualità e, sebbene non fossi diventato un esperto di queste problematiche, mi è rimasta una certa infarinatura.

Proprio quest’esperienza mi porta con rammarico a vedere come il concetto di controllo di qualità sia sconosciuto al grande pubblico, e questo anche per colpa dell’equivoco che spesso si cerca di creare cercando di far passare una certificazione di qualità per un attestato sulla qualità percepita dal consumatore sui propri prodotti.

In realtà sono due concetti distinti, il controllo di qualità è un insieme di procedure e di controlli volti a garantire basicamente la corrispondenza tra le caratteristiche del prodotto e quanto dichiarato dal produttore.

Questa lunga premessa è necessaria per capire a fondo quanto è successo nel caso della Mattel e dei due richiami su due tipi di giocattoli, in un caso di macchinine giocattolo dipinte con pittura contenente livelli elevati di piombo e nell’altro di bambolotti contenenti dei potenti magneti potenzialmente pericolosi in caso di ingestione accidentale, due tipi di giocattoli prodotti dagli stabilimenti cinesi della Mattel.

Nel caso della pittura contenente piombo,  è corretto parlare di una falla nel sistema di qualità dal momento che la terzierizzazione di una parte della produzione è stata svolta senza un efficace controllo sul fornitore e sulle materie prime da lui utilizzate, anche se in questo caso, rispetto ad altri precedenti, è stata comunque possibile la rintracciabilità del fornitore negligente.

Invece per la pericolosità dei magneti non si può parlare di un problema di qualità nella produzione in quanto il prodotto uscito dalla fabbrica era corrispondente a quanto richiesto dal cliente interno, in questo caso il dipartimento responsabile della progettazione del giocattolo stesso, che però non aveva tenuto in debito conto della possibilità di distacco di questi magneti e della loro pericolosità in caso di ingestione.

In questo caso quindi il problema sorge non nella qualità della produzione, ma nella qualità globale dell’azienda ed in particolare nella sua progettazione che tipicamente non è ubicata in Cina.

Come si può capire, quindi, sono due tipi di situazioni molto diverse tra di loro e non è corretto accomunarle tra di loro per cercare la fonte del problema nell’etichetta “Made in China”.

La terzierizzazione della produzione di certe tipologie di prodotti e la complessità del sistema industriale globale è una realtà con cui si deve convivere, ed è meglio farlo analizzando la situazione senza cercare di creare il mito dell’uomo nero, o in questo caso, del pericolo giallo.

 

Tags:

3 commenti...

Re: Non c’è l’uomo nero (o il pericolo giallo) dietro un giocattolo mal riuscito

Giuste osservazioni le tue, inoltre bisogna considerare anche le percentuali. Quanti prodotti (in situazioni simili a quelli della Mattel, quindi un cliente estero che ordina la fornitura di prodotti finiti) vi sono e quanti di questi risultano effettivamente di qualita' non corrispondente a quanto dichiarato dal produttore? E confrontando questa percentuale con quella di altri Paesi, Italia, Spagna, Francia, Stati Uniti, sono convinto non si discosterebbe di molto.

Ma dietro gli attacchi continui ai prodotti "Made in China", vi e' un populismo d'altri tempi, difficile da debellare.

Da Lkv a   19/08/2007 8.58

Re: Non c’è l’uomo nero (o il pericolo giallo) dietro un giocattolo mal riuscito

Caro dott.Wong la caccia alle streghe è sempre avvenuta da secoli e non ha mai avuto importanza se queste fossero bianche o nere,gialle o rosse,se fossero vere o false l'importante era non c'entrare il problema.Mi permetto di esprimere un parere in parte contrario al suo non si tratta di evidenziare il pericolo Giallo ma di non evidenziare il problemala e la tv o chi per essa fà questo...ovverò cercano di non centrare il danno sulle multinazionali e la libertà di operare che queste hanno senza grandi controlli. Quindi sono d'accordo con lei che non esiste un pericolo giallo o di qualsiasi altro colore ma esiste di sicuro un pericolo più complesso.

Da teresa gallo a   22/08/2007 13.49

Re: Non c’è l’uomo nero (o il pericolo giallo) dietro un giocattolo mal riuscito

condivido le tue osservazioni. troppo spesso si attribuiscono colpe (qualità, inquinamento, sfruttamento del lavoro minorile) al "nemico" cinese, ma raramente si ricorda che il primo cliente di quel nemico è l"amico" occidente ricco e industrializzato.
ecco la schizofrenia del consumatore occidentale: da un lato chiede prodotti a prezzi bassi (che devono essere costruiti in cina) e dall'altro accusa la cina di tutti i mali del pianeta.

Da piersantelli a   24/08/2007 8.51

Nome:
Titolo:
Commento:
Aggiungi Commento    Annulla  
   
  
 Blog_Archive    
   
 Stampa   
 New_Blog    
Devi loggarti ed avere i permessi per creare o modificare un blog.
   
 Stampa   
 Search_Blog    
   
 Stampa   
DotNetNuke® is copyright 2002-2020 by DotNetNuke Corporation