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Inviato da: Marco Wong
17/06/2007 20.44

Fin da quando ero bambino il consolato cinese era quel posto dove i miei nonni, genitori e parenti andavano per non si sa bene cosa. Nel caso di un mio zio, per giocare a ping pong, ricordo infatti delle sfide combattutissime fino all’ultima palla, mia madre invece organizzava fino a poco tempo fa delle serate di ballo invitando anche il vario personale dell’ambasciata a, ed in cambio venivamo informati ed invitati ad alcuni eventi mondani in cui toccava vestirsi per bene e per i quali, quand’ero piccolo, avevo sviluppato una certa avversione.

Successivamente ho iniziato la mia carriera di globe trotter professionale, da cui la mia frequentazione delle ambasciate italiane all’estero da adulto e non più da ragazzino, ed iniziai a capire che forse il ruolo delle ambasciate e consolati di un paese all’estero non si limita alla sola organizzazione di tornei di ping pong per i compatrioti di paesi lontani.

Ma insieme alla mia accresciuta consapevolezza dei vari tasselli che compongono un certo sistema paese, ho notato nel corso degli anni come sia cambiato ed evoluto il ruolo che la Cina vuole giocare nel mondo, e come il Ministero degli Esteri cinese abbia cercato di accompagnare tale esigenza nel corso del tempo.

Dalla preparazione del personale diplomatico, che un lungo processo di formazione permette che arrivi nel paese di destinazione già parlando la lingua del posto, e sapendo bene che lì trascorrerà buona parte della sua futura carriera diplomatica.

Per cui, per esempio, personale anche di un certo livello all’interno dell’ambasciata cinese in Italia è spesso in grado di parlare un ottimo italiano, e perfino l’Ambasciatore precedente quello l’attuale conosceva piuttosto bene la lingua del paese ospite.

Nelle mie frequentazioni delle ambasciate di vari paesi in Cina, invece, era piuttosto difficile incontrare del personale diplomatico di carriera che fosse in grado di parlare in cinese.

Ma, a parte questa preparazione di base, è anche cambiata la percezione del proprio ruolo, e mentre per esempio negli anni ’90 la Cina cercava volutamente di tenere un basso profilo, adesso le ambasciate ed i consolati hanno un ruolo più attivo nel supporto degli investimenti cinesi all’estero, di aiuto alle aziende cinesi che sempre di più cercano di affermarsi direttamente nei mercati esteri e via via stanno proiettando una immagine di sè maggiormente assertiva.

Un esempio clamoroso e recente di questo fenomeno è stato per esempio l’intervento attivo del console cinese a Milano a protezione degli interessi dei commercianti cinesi in Italia in occasione dei disordini nella Chinatown milanese, impensabile nei modi e nella sostanza fino a qualche anno fa, e la reazione susseguente che ha coinvolto tutta la catena di comando fino al relativo ministero in Cina.

Gli anni sono passati, ed adesso capito nella Ambasciata della Repubblica Popolare di Cina in Italia non solo come membro di una delle storiche famiglie cinesi in Italia, ma anche come rappresentante di una grandissima azienda cinese, e quindi non più per giocare a ping pong ed altri svaghi, ma più spesso per parlare di business.

 

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