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Inviato da: Marco Wong
13/11/2006 22.40

E' notorio che gli Americani sono uno dei popoli, in termini di benessere economico,  tra i più ricchi del mondo mentre invece i cinesi sono un popolo, sempre in termini economici, ancora piuttosto povero.

Risulta quindi difficile capire la notizia per cui a fine Ottobre le riserve valutarie, in divisa estera, cinesi toccheranno il migliaio di miliadi di US$, raddoppiando il loro livello di due anni fa.

Questo in termini pratici significa che i poveri cinesi stanno finanziando il debito dei ricchi americani. Il mondo sta forse andando alla rovescia? Quali sono le ragioni che hanno portato a questa apparente contraddizione?

La situazione attuale è data da diversi fattori, tra cui il surplus della bilancia commerciale cinese, da investimenti di capitali stranieri in continua crescita, dal capitale speculativo che sempre affluisce in paesi in crescita economica ed infine dalla non convertibilità dello yuan.

Infatti in un mercato valutario libero questa massa monetaria dovrebbe apprezzare il valore dello yuan, ma la Cina ha contrastato questo fenomeno attraverso la propria banca centrale che compra valuta straniera al ritmo di circa 16 Miliardi al mese.

E quindi la Cina si ritrova col problema di tutti i ricchi, e cioè cosa fare dei propri soldi. Le opzioni a disposizione non sono molte. Potrebbe lasciar apprezzare la propria valuta, ma questa opzione non è possible perchè la propria industria perderebbe di competitività, ed il governo ha bisogno di alti tassi di crescita economica per mantenere l'occupazione e quindi la propria stabilità politica. Non può neanche permettersi di mantenere la situazione attuale, che crea un'eccessiva liquidità con il rischio di alimentare l'inflazione, o di creare bolle speculative nei settori più caldi dell'economia.

Il paradosso cinese è specularmente il paradosso americano. La stragrande maggioranza di queste riserve sono in US$ e spostare queste valute potrebbe avere un serio impatto sull'economia americana e mondiale; infatti, qualsiasi spostamento valutario nel portafoglio della Cina avrebbe il risultato di modificare i tassi di cambio e di interesse delle economie mondiali.

Non è neanche possibile investire ulteriormente in infrastrutture, la Cina lo sta già facendo attivamente ed è quindi improponibile aumentare ulteriormente gli investimenti infrastrutturali che infatti, in diversi settori, vengono scoraggiati dal governo centrale.

Ma abbiamo detto che la Cina è ancora un paese mediamente povero. Non sarebbe possibile usare tutti questi soldi per migliorare i servizi sociali come la sanità pubblica, l'istruzione pubblica e così via? No, perchè la conversione della valuta straniera in valuta locale comporterebbe l'aumento del valore del renminbi yuan, con gli effetti indesiderati che abbiamo visto sulla stabilità sociale.

E' un vero paradosso quello per cui un paese ancora povero, la Cina, sovvenziona un paese ricco finanziando il suo debito. L'unica soluzione a questo paradosso è che questi due paesi smettano questi comportamenti un po' bizzarri, e che le formichine cinesi e le cicali americane imparino ognuno un po' dell'altro.

Questo, nel caso cinese, vuol dire fare anche lo sforzo di instillare nel cinese medio la fiducia nel proprio futuro a lungo termine, un futuro al momento ancora incerto per quella generazione che per prima, una volta raggiunta la vecchiaia, non potrà godere dei benefici pensionistici che una volta assicurava il sistema comunista, non potrà contare su un'assistenza sanitaria altamente sovvenzionata, e non potrà neanche contare, come in passato, su figli numerosi a sostegno della propria vecchiaia.

Che, detto in altre parole, forse le formichine cinesi non hanno tutti i torti a fare le formichine.

 

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