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Inviato da: Marco Wong
28/01/2010 23.14

E' un grande onore sapere che la propria opinione viene ricercata e a maggior ragione quando si ha l'occasione di esprimerla davanti ad una delle più alte istituzioni dello stato italiano.
In questo caso mi riferisco ad una audizione davanti alla VII Commisione Cultura del Parlamento, a cui sono stato invitato come Presidente Onorario di Associna, Associazione Seconde Generazioni Cinesi.
Lo scopo era una indagine conoscitiva sulle problematiche connesse all'accoglienza di alunni con cittadinanza non italiana nel sistema scolastico italiano alla quale abbiamo contribuito con una breve memoria scritta in cui abbiamo avuto modo di illustrare a complessità della realtà degli alunni stranieri.
Proprio per questo motivo è difficile proporre delle soluzioni valide con ricette semplicistiche, come quelle del tetto del 30% in ogni classe per gli studenti stranieri.
Nella sola città di Prato, infatti, i soli nuovi nati di cittadinanza stranieri superano quella soglia e, a voler utilizzare quel tetto nelle modalità più rigide, si avrebbe il risultato paradossale di negare a moltissimi cittadini il diritto all'educazione nel territorio di un'intera provincia!
La varietà delle situazioni è amplissima e si parte dalle seconde generazioni, fluenti in italiano ma considerati cittadini stranieri da una legge sulla cittadinanza forse oramai anacronistica, ai casi di quei giovani che, magari nati in Italia, sono però cresciuti in Cina.
Questi, oltre alle difficoltà linguistiche che trova chi arriva in Italia già formato, si ritrovano spesso a fronteggiare un senso di sradicamento fortissimo, uno choc che nei peggiori casi porta all'aggregazione in baby-gang.
Abbiamo quindi ben chiaro, grazie alla nostra esperienza sul campo, quali sono i rischi nel trascurare l'educazione dei nostri figli. Si deve investire nella scuola, nei mezzi per permettere agli educatori di svolgere efficacemente il loro ruolo, nel far apprendere velocemente ai figli degli immigrati la lingua italiana e nell'insegnamento ai loro compagni della comprensione della realtà che cambia.
Questo investimento è ciò che può portare i frutti migliori, una società più giusta, equa e migliore.

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1 commenti...

Re: audizione alla Commissione Cultura del Parlamento

Complimenti! Sono totalmente d'accordo con il fatto che nelle scuole non dovrebbero sussistere distinzioni alcune fra i cittadini; sarebbe anche giusto affiancare agli insegnanti già esistenti anche quelli di sostegno volendo andare incontro a nuove reali esigenze di un Paese che sta finalmente crescendo e, anche se in ritardo, si trova di fronte a situazioni nuove che vanno semplicemente ad accrescere il Paese del Sole.

Da Cinzia a   29/01/2010 21.50

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