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Marco Wong
14/01/2010 0.54
Qualche settimana fa chiacchieravo con alcuni amici africani sul loro percorso di migrazione che li portò in Italia; e sulla loro vita nel nostro paese, che aveva pure compreso i lavoro nei campi, nella raccolta dei frutti della terra. Ricordammo Jerry Masslo, profugo dal Sud Africa, ucciso nel 1989 a Villa Literno, località campana dove si raccolgono i pomodori e dove le ronde della morte andavano a spaventare, derubare i braccianti dei soldi faticosamente guadagnati in condizioni di lavoro durissime; fino alla tragedia del brutale assassinio di un giovane in fuga dall'apartheid.
A distanza di vent'anni, è veramente triste constatare come certe situazioni siano rimaste così tragicamente irrisolte, uguali a sè stesse. Allora Villa Literno, la raccolta dei pomodori e la presenza della camorra in un'area dell'Italia in cui il presidio dello Stato era drammaticamente assente. Adesso Rosarno, gli agrumi, e la 'ndrangheta che s'infiltra in un territorio altrettanto dimenticato dallo Stato.
Vent'anni è il tempo in cui un bambino diventa un uomo, ed i figli di Jerry Masslo sono nel frattempo diventati uomini. Ma vent'anni non sono sufficienti per evitare che si ripetano le stesse vergogne, gli stessi errori.
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1 commenti...
Re: vent'anni, dai pomodori di Villa Literno alle arance di Rosarno
E' una vergogna che possano accadere certi fatti di cronaca nel presente. Esprimi un'amarezza che dovrebbe essere condivisa ed espressa da molte più persone.
Da Cinzia a
14/01/2010 17.36
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